- Cos'è la compressione del nervo ulnare?
- Quali sono i sintomi della compressione del nervo ulnare?
- Quali sono le cause?
- Come avviene la diagnosi?
- Come curare la compressione del nervo ulnare?
- Domande Frequenti
Cos'è la compressione del nervo ulnare?
La compressione del nervo ulnare è una patologia frequente che interessa il nervo ulnare nel suo passaggio a livello del gomito, più precisamente all’interno del canale ulnare (o tunnel cubitale). In questa sede il nervo può subire una pressione o un’irritazione che ne altera la normale funzione, con conseguenze dirette in termini di sensibilità e forza della mano.
Il nervo ulnare è uno dei principali nervi dell’arto superiore. Origina dal plesso brachiale, percorre la parte interna del braccio, attraversa il gomito e raggiunge la mano. Durante questo percorso, trasmette la sensibilità al mignolo e a parte dell’anulare e controlla numerosi muscoli della mano responsabili dei movimenti fini e della forza di presa.
Quando il nervo non scorre correttamente all’interno del suo canale, oppure subisce una compressione ripetuta, soprattutto durante i movimenti di flessione ed estensione del gomito, insorge la cosiddetta sindrome del tunnel cubitale.
Diversi studi scientifici hanno analizzato la diffusione della compressione del nervo ulnare nella popolazione generale. In particolare, uno studio basato su un database sanitario nazionale statunitense, ha stimato un’incidenza di circa 30 casi ogni 100.000 persone all’anno.
L’analisi, condotta su oltre 53.000 nuovi casi nell’arco di sei anni, ha confermato che la compressione del nervo ulnare rappresenta la seconda neuropatia da intrappolamento più frequente dell’arto superiore, dopo la sindrome del tunnel carpale. I dati, in linea con l’esperienza clinica quotidiana degli ortopedici accreditati da EccellenzaMedica.it, mostrano che l’incidenza aumenta con l’età e risulta leggermente più elevata negli uomini.

Quali sono i sintomi della compressione del nervo ulnare?
I sintomi della compressione del nervo ulnare possono presentarsi in modo graduale e variare in base all’intensità e alla durata della compressione. Nelle fasi iniziali risultano spesso intermittenti, ma tendono a peggiorare nel tempo in caso di mancato trattamento. I principali sintomi sono:
- Formicolio e intorpidimento, soprattutto a livello del mignolo e dell’anulare. Questo disturbo compare più frequentemente quando il gomito rimane piegato a lungo, ad esempio durante il sonno o mentre si parla al telefono;
- Debolezza della mano, in particolare nella presa. Azioni come stringere oggetti, aprire barattoli o mantenere una presa stabile risultano più faticose;
- Minore destrezza, imprecisione e scoordinazione. Attività come scrivere, digitare sulla tastiera o abbottonare una camicia diventano più complesse;
- Dolore al gomito o all’avambraccio, che può estendersi lungo l’avambraccio fino alla mano;
- Sensazione di scarso controllo delle dita, con maggiore tendenza a far cadere oggetti;
- Alterazioni muscolari.
I sintomi tendono a peggiorare quando il gomito viene piegato a lungo o poggiato su superfici rigide o quando si svolgono attività che richiedono una forte e prolungata presa. Un riconoscimento precoce dei segnali consente di intervenire tempestivamente e ridurre il rischio di danni permanenti al nervo.
Quali sono le cause?
La compressione del nervo ulnare si verifica quando il nervo subisce una pressione prolungata, uno stiramento o un’irritazione lungo il suo decorso, soprattutto a livello del gomito, dove risulta particolarmente superficiale e vulnerabile. Nella maggior parte dei casi, la causa è legata a fattori meccanici e posturali.
Una delle cause più frequenti è il mantenimento prolungato del gomito flesso. Anche i movimenti ripetitivi di flessione ed estensione del gomito possono irritare il nervo nel tempo, favorendo l’insorgenza della sindrome del tunnel cubitale.
Anche i traumi giocano un ruolo importante: fratture, contusioni o interventi chirurgici al gomito o al braccio possono alterare l’anatomia locale, causando gonfiore, cicatrici o deformità che comprimono il nervo. In alcuni soggetti, inoltre, esistono predisposizioni anatomiche, come un canale ulnare particolarmente stretto o anomalie ossee, che aumentano il rischio di compressione. Altri fattori da considerare sono:
- Attività lavorative o sportive che richiedono movimenti ripetitivi del gomito o una presa forte e prolungata;
- Presenza di cisti, escrescenze ossee o ispessimenti dei tessuti, che riducono lo spazio disponibile per il nervo;
- Condizioni meno comuni in cui il nervo si comprime a livello del polso o dell’ascella, ad esempio in seguito a traumi, uso prolungato di stampelle o compressioni esterne.
La compressione del nervo ulnare colpisce più spesso gli uomini ed è più frequente con l’aumentare dell’età, anche a causa della maggiore esposizione cumulativa a microtraumi e posture scorrette.
| Causa | Descrizione |
| Movimenti ripetitivi del gomito | Flessione ed estensione frequenti che irritano il nervo nel canale ulnare |
| Posture scorrette | Gomito piegato a lungo o appoggiato su superfici rigide |
| Traumi e infortuni | Fratture, contusioni o esiti di interventi chirurgici |
| Fattori anatomici | Canale ulnare stretto, deformità del gomito, variazioni individuali |
| Attività lavorative o sportive | Uso ripetuto del braccio, presa prolungata, lavori manuali |
| Masse o alterazioni locali | Cisti, escrescenze ossee o ispessimenti dei tessuti |
| Compressioni in altre sedi | Polso o ascella (più rare rispetto al gomito) |
Come avviene la diagnosi?
Per ottenere una diagnosi di compressione del nervo ulnare, è importante sottoporsi a una visita ortopedica. Nel corso della visita, l'ortopedico del gomito raccoglie informazioni dettagliate sui sintomi riferiti dal paziente, sulla loro durata e sulle situazioni in cui tendono a peggiorare. Successivamente, lo specialista esegue un esame obiettivo del braccio, del gomito e della mano, allo scopo di valutare forza muscolare, sensibilità e eventuali segni di irritazione o sofferenza del nervo.
In molti casi, una descrizione precisa dei disturbi associata all’esame clinico risulta sufficiente per formulare la diagnosi. Al contrario, quando il quadro non è chiaro o quando il medico deve valutare la gravità della compressione, potrebbe essere necessario svolgere degli esami strumentali di approfondimento, tra cui:
- Elettromiografia ed elettroneurografia. Questi test valutano la funzionalità del nervo ulnare e dei muscoli da esso controllati attraverso stimoli elettrici. Permettono di individuare la sede esatta della compressione e di stimare l’entità del danno nervoso. L’esame dura in genere circa 30 minuti ed è ben tollerato;
- Ecografia, esame che consente di osservare direttamente il nervo ulnare e i tessuti molli del canale cubitale. Il medico può così valutare eventuali ispessimenti, anomalie o variazioni del nervo durante i movimenti di flessione ed estensione del gomito. Si tratta di un esame rapido e indolore;
- Risonanza magnetica (RM), utile per ottenere immagini dettagliate del nervo e delle strutture circostanti. Questo esame aiuta a identificare cause strutturali della compressione, come cisti, escrescenze ossee o alterazioni dei tessuti;
- Radiografia (RX), esame che non mostra direttamente il nervo ma che può risultare utile per escludere altre cause di dolore al gomito, come artrosi, fratture recenti o esiti di traumi pregressi.

Come curare la compressione del nervo ulnare?
Il trattamento della compressione del nervo ulnare dipende principalmente dalla gravità dei sintomi, dalla loro durata e dal grado di sofferenza del nervo evidenziato durante la diagnosi. Nella maggior parte dei casi, il medico sceglie un approccio conservativo, riservando la chirurgia solo alle situazioni più gravi. Le principali strategie conservative sono:
- Modifica delle abitudini e delle posture. In tal senso, è importante evitare di mantenere il gomito piegato a lungo, non appoggiarlo su superfici rigide e ridurre i movimenti ripetitivi che aggravano i sintomi;
- Uso di un tutore, soprattutto durante la notte, allo scopo di impedire la flessione eccessiva del gomito e proteggere il nervo. In molti casi è sufficiente indossarlo per alcune settimane o fino a 2–3 mesi;
- Farmaci antidolorifici e antinfiammatori, così da alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione;
- Terapia della mano e fisioterapia, con l'obiettivo di migliorare la mobilità del gomito e la funzionalità della mano;
- Utilizzo di imbottiture protettive per ridurre le sollecitazioni esterne e il rischio di microtraumi ripetuti.
Questo approccio viene generalmente seguito per alcune settimane o mesi. Se i sintomi migliorano, il trattamento conservativo può essere sufficiente a risolvere il problema. In caso contrario, è necessario procedere con un intervento chirurgico. In tal senso, le tecniche più utilizzate sono:
- Decompressione del tunnel cubitale, in seguito alla quale viene ampliato lo spazio intorno al nervo;
- Trasposizione anteriore del nervo ulnare, procedura che prevede lo spostamento del nervo in una posizione meno soggetta a compressione.
Si tratta generalmente di interventi in regime di day surgery, eseguiti in anestesia locale o regionale. Dopo l’operazione può essere necessario indossare un tutore per alcune settimane e seguire un programma di riabilitazione.
| Tipo di trattamento | In cosa consiste |
| Modifica delle posture | Evitare flessione prolungata e appoggio del gomito |
| Tutore o splint | Mantiene il gomito in posizione corretta, soprattutto di notte |
| Farmaci antidolorifici | Riduzione del dolore e dell’infiammazione |
| Fisioterapia / terapia della mano | Esercizi mirati per migliorare forza e mobilità |
| Protezioni del gomito | Riduzione delle sollecitazioni esterne |
| Chirurgia | Decompressione o trasposizione del nervo nei casi gravi |
Domande frequenti
Quanto dura la compressione del nervo ulnare?
La durata varia in base alla gravità e alla tempestività del trattamento. Nei casi lievi, i sintomi possono migliorare in alcune settimane o mesi con terapie conservative. Se la compressione è più grave, i disturbi possono persistere più a lungo e richiedere un intervento chirurgico. Dopo l’operazione, il recupero completo può richiedere diverse settimane o mesi.
Quali sono le possibili complicazioni in caso di intervento chirurgico?
Le complicazioni sono poco frequenti, ma possibili. Esse sono:
- Infezione della ferita, generalmente risolvibile con cure locali e antibiotici;
- Ematoma, cioè accumulo di sangue sotto la pelle;
- Ritardo di guarigione o cicatrici evidenti, più comuni nei fumatori;
- Lesioni accidentali di nervi o strutture vicine (rare);
- Dolore regionale cronico, con dolore e rigidità prolungati;
- Recidiva della compressione o instabilità del nervo, che in rari casi può richiedere un nuovo intervento.
Come prevenire la compressione del nervo ulnare?
È possibile ridurre il rischio adottando alcune semplici precauzioni:
- Evitare di tenere il gomito piegato a lungo, soprattutto durante il sonno;
- Non appoggiare il gomito su superfici rigide per periodi prolungati;
- Curare l’ergonomia sul lavoro e al computer;
- Eseguire esercizi di stretching e rinforzo per gomito e avambraccio;
- Proteggere il gomito durante attività ripetitive o a rischio.
Fonti e bibliografia
- Osei, Daniel A et al. “Cubital Tunnel Syndrome: Incidence and Demographics in a National Administrative Database.” Neurosurgery vol. 80,3 (2017): 417-420. doi:10.1093/neuros/nyw061.

